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Nutrizione

È vero che i legumi causano gonfiore intestinale?

Dr. Umberto Caputo
Dr. Umberto Caputo
Biologo Nutrizionista
5 min di lettura · 5.0★★★★★(93)
È vero che i legumi causano gonfiore intestinale?

I legumi apportano un buon quantitativo di fibra, composto che l’organismo non è in grado di assimilare. I batteri del microbiota intestinale la digeriscono per noi, con un processo di fermentazione. È proprio tale processo a causare la produzione di gas intestinale. Tuttavia, quei composti che possono procurare qualche fastidio sono in realtà quelli che esercitano numerosi effetti benefici nell’organismo.


I legumi causano sempre gonfiore intestinale?

La percezione dell’aumentato gonfiore intestinale e della produzione di gas, in seguito al consumo di legumi, è molto soggettiva. Alcuni hanno semplicemente una sensibilità maggiore, in particolar modo chi è affetto da sindrome del colon irritabile.

Ma ciò che è più determinante è il quantitativo di fibra assunta giornalmente: chi abitualmente ne ingerisce un basso apporto, e comincia a consumare legumi più di frequente, avvertirà probabilmente più sintomi, perché l’organismo è poco abituato a gestire una notevole quantità di fibra.

Inoltre, esiste una grande variabilità tra soggetti nella produzione del gas intestinale, che dipende dallo stato e dalla composizione della microflora intestinale.

Alcuni studi suggeriscono che per certe persone, il solo timore di avvertire gonfiore dopo aver mangiato i legumi può alterarne la reale percezione.

Come ridurre il gonfiore: ammollo, cottura e gradualità

Inserire i legumi nella propria alimentazione in maniera graduale, iniziando dai legumi che hanno la buccia più morbida come i piselli, uno o due cucchiai, aumentando pian piano le quantità e abituandosi ad un consumo più frequente fino ad arrivare a 3-4 volte alla settimana, o anche di più, se lo si gradisse.

Un’altra soluzione, soprattutto per i primi approcci, è utilizzare i legumi decorticati, cioè senza la buccia esterna, la parte in cui sono maggiormente contenute le fibre, come le lenticchie rosse o i piselli secchi.

Sempre per lo stesso motivo, si possono ridurre in purea i legumi a fine cottura, utilizzando però il passaverdure, non il frullatore, in modo da allontanare la fibra delle bucce.

È importante poi seguire scrupolosamente, non solo i tempi di cottura, ma anche quelli di ammollo indicati per i legumi secchi e, se possibile, tenerli a bagno anche più a lungo con un pizzico di bicarbonato, che aiuta ad ammorbidirne la buccia.

Per un ammollo ottimale sarebbe meglio cambiare l’acqua almeno una volta prima di cuocere i legumi, gettare sempre l’acqua in cui sono stati immersi, sciacquare i legumi e utilizzare dell’altra acqua per la cottura.

Sembra, inoltre, che la cottura dei legumi con erbe aromatiche contribuisca a ridurre il gonfiore intestinale, per via delle proprietà carminative, in particolare, di alloro e salvia. Le foglioline spezzettate possono essere, inoltre, aggiunte durante la fase di ammollo.

Infine, mangiare finocchi o bere una tisana con semi di finocchio e cumino, dopo un pasto a base di legumi, può aiutare a ridurre il gonfiore addominale.


Fonti

Impact of Different Salts in Soaking Water on the Cooking Time, Texture and Physical Parameters of Cowpeas. Avila BP et alPlant Foods for Human Nutrition, 2015.

Perceptions of flatulence from bean consumption among adults in 3 feeding studies. Winham DM and Hutchins AM, Nutrition Journal, 2011.

La dieta SmartFood, Liotta E con Pelicci PG e Titta L (2016) Rizzoli, Milano.


Dr. Umberto Caputo nutrizionista Biella

Dr. Umberto Caputo

Biologo Nutrizionista a Biella

Specializzato in nutrizione clinica e sportiva. Nel mio studio a Biella aiuto le persone a raggiungere i loro obiettivi di salute attraverso piani alimentari personalizzati.

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